“Il futuro è pieno di fiori” di Carolina Crespi in tour

11 12 2012

Carolina Crespi è una scrittrice nata a Busto Arsizio, vive tra Torino (dove frequenta la Scuola Holden) e Borsano (all’ultimo piano con un moroso e un gatto peloso), è una nostra amica (nonché socia) e ha appena pubblicato un libro di racconti, per la casa editrice No Reply, che si intitola Il futuro è pieno di fiori e costa solo 12 euro.

26per1 organizza un minitour di due date a Busto Arsizio, spostandosi da Via Pozzi a Via Milano. Durante le due serate, Carolina e 26per1 presenteranno il libro, leggeranno delle storie, faranno la musica elettronica di sottofondo. Voi potrete parlare con l’autrice e comprare, se vi va, il libro. O anche solo ascoltare e poi dirci ciao.

Il primo reading lo facciamo domenica 16 dicembre al Millenote Club in Via Pozzi 5 (dove c’è la Nuova Busto Musica), inizia alle 19 e si può fare anche l’aperitivo anche se c’è poco spazio per sedersi.

Il secondo reading, invece, è lunedì 17 dicembre alla Libreria Boragno, in Via Milano 4, si parte alle 21, dunque non c’è l’aperitivo, ma ci sono molte più sedie. L’ingresso è sempre gratuito.

Vi aspettiamo, ché nonostante l’inverno ci sarà un bel caldino.

Se volete, il libro lo potete acquistare anche qui.

Il blog di Carolina Crespi invece è questo qui. Ecco come vi invita al reading:

“In un tempo non molto lontano i Lago Morto fecero un tour di non so quante date, tutte a Conegliano Veneto. Io e 26per1 vogliamo emularli nella nostra penosa terra natia, BA21052. Il 28 novembre esce Il futuro è pieno di fiori, Ed. NoReply. 26per1 lo legge domenica 16 dicembre al Millenote Club (Nuova Busto Musica) e lunedì 17 alla Libreria Boragno (Via Milano) di Busto Arsizio. Se hai tempo e voglia di venire, vieni. Domenica c’è l’aperitivo, lunedì molte più sedie, capisci quali sono le tue priorità. Volendo, martedì non c’è niente, nemmeno il reading”.

La locandina del minitour l’ha fatta Simone Grillo, le musiche del reading le fa (live) Francesco Tosi dei Three Steps to the Ocean.





Per Genova, dieci anni dopo: scadenza prorogata al 30 giugno

6 06 2011

Attenzione attenzione: avete due settimane in più di tempo per mandarci i vostri scritti, immagini, poesie, disegni, canzoni su Genova 2001 a associazione26per1@gmail.com. La scadenza del bando è spostata al 30 giugno 2011, anzichè al 15 giugno.

Per Genova, dieci anni dopo è un progetto di narrazione collettiva a cura dell’Associazione 26per1. Raccogliamo racconti, testimonianze, riflessioni, immaginazioni sui giorni di Genova nel 2001, a dieci anni da quel G8. Raccogliamo anche fotografie, immagini, poesie, fumetti. L’importante è che il tutto ci venga inviato, come allegato, ad una mail a associazione26per1@gmail.com entro il 30 giugno 2011.

Ne faremo un eBook scaricabile gratuitamente dalla rete, e i lavori migliori finiranno in un volume vero, fatto di carta e inchiostro, il cui ricavato verrà devoluto al Comitato Verità e Giustizia per Genova. Potete leggere e scaricare il bando completo qui.

C’è tempo fino al 30 giugno. Non restate in silenzio. E passate parola.





Per Genova, dieci anni dopo.

14 03 2011

[Attenzione attenzione: la scadenza del bando Per Genova, dieci anni dopo è prorogata al 30 giugno 2011!]

Da dieci anni Genova non è più solo una città.

Pensiamo “Genova”. E non è solo un luogo, quello che ci viene in mente: non la patria natia di Cristoforo Colombo e di Eugenio Montale, non la casa di un famoso acquario, non quel posto dove fanno tanto bene il pesto. Non una delle quattro Repubbliche Marinare, non il porto antico, affacciato sul Mediterraneo, non il capoluogo della Liguria.

Pensiamo “Genova”, da dieci anni, e ai carruggi aggrappati alle colline si sostituiscono altre immagini, altri colori: il blu e l’azzurro di certe divise, il bianco vernice di certe mani, il rosso di certo sangue.

Dove eravate, voi, in quel luglio di dieci anni fa? Eravate lì, a Genova, in mezzo a quei colori? Oppure incollati alla tv, o alla radio, ad ascoltare increduli le cronache di quei giorni? Eravate in interrail, in giro per l’Europa, a leggere dell’Italia sui quotidiani stranieri? Oppure al mare, a prendere il sole, o al lavoro, a sudare uno stipendio? Eravate troppo piccoli, oppure troppo vecchi per scendere in piazza? Dove eravate, prima di Genova? E dopo? E dove siete, adesso?

“Voi G8, noi 6 miliardi” era uno degli slogan che risuonavano tra le strade di Genova e nelle teste di molti, in quel 2001, dieci anni fa. In quei giorni di luglio, Genova ha smesso di essere solo un luogo e si è moltiplicata in mille storie, eventi, significati. Per i trecentomila che erano lì, e per tutti gli altri, che erano da un’altra parte. Perché, come cantava un certo signore di Genova, “per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti”.

Questo non è un bando, perché non è un concorso. Non si vince niente, se non la possibilità di dare un corpo alla propria voce. Questo è un appello, una chiamata al ricordo, alla riflessione, all’immaginazione. Lanciamo la rete della memoria, per vedere cosa resta impigliato. Scriveteci di Genova, va bene qualsiasi cosa: un racconto, un aneddoto, una poesia, un saggio, una storia, un’impressione. A dieci anni da Genova, possiamo fare bilanci, chiederci quali sono state le conseguenze, domandarci a cosa è servito. Possiamo ricordare. Possiamo, finalmente, anche celebrare i giorni di quell’estate che, a dispetto della storia ufficiale, erano pieni, davvero, di un altro mondo possibile.

Mandateci i vostri scritti a associazione26per1@gmail.com, entro il 30 giugno 2011: ne faremo un e-book e lo consegneremo, gratuitamente, all’intelligenza collettiva della Rete. I contributi migliori, diventeranno di carta, stampati su un libro che pubblicheremo, promuoveremo, diffonderemo. Il ricavato del volume, una volta ripagate le spese di stampa, verrà devoluto al Comitato Verità e Giustizia per Genova. Non riceverete nessun premio in denaro, di quelli che di solito ci sono nei concorsi, ma vi diamo la nostra parola che le vostre voci non passeranno invano: faremo tutto ciò che possiamo perché questo progetto sia visto, letto, ascoltato da quante più persone. Perché la memoria diventa condivisa solo se chi ricorda ha l’occasione per essere ascoltato, letto, creduto, considerato.

Quindi, sedetevi lì e pensate a Genova: allargate il campo, oppure stringete sul dettaglio. Liberate i ricordi, e le parole. Se la memoria è un ingranaggio collettivo, ha bisogno anche del vostro olio. Se “le storie sono asce di guerra da disseppellire”, come dice Wu Ming, questa è un’ottima occasione per farlo.

Scarica il pdf.

QUALCHE ISTRUZIONE:

  • Non ci piace mettere limiti alle parole, ma ricordate che lo scopo di questo progetto è realizzare un lavoro collettivo. Non esagerate, dunque, con lo “spazio” che vi prendete: per darvi un’indicazione di massima, cercate di non andare oltre le 5 o 6 cartelle. Se poi sono 8 va bene uguale, ma ricordatevi sempre che il risultato finale sarà più bello e ricco se riuscirà a mettere insieme una pluralità di voci.
  • Mandateci vostri scritti nella versione definitiva che vorreste fosse pubblicata. Non chiedeteci di fare un lavoro di editing o di selezione. Fatelo voi. Se avete molte pagine, scegliete quelle che considerate più importanti e significative, e inviatecele.
  • Spediteci i documenti come allegato alla mail, possibilmente in un formato di Word o di OpenOffice.
  • Sono graditissimi anche disegni, fumetti, fotografie, etc. L’importante è che ce li inviate in formato digitale, così come i racconti. E vale lo stesso discorso sulla selezione: scegliete voi il materiale che più vi sembra giusto diffondere.
  • Un’ultima preghiera: passate parola! Diffondete questo appello il più possibile, ditelo ai vostri amici, pubblicatelo sui social network. La rete della memoria si tiene nelle mani di tutti.